Dall’Ufficio del Principe-Vescovo di Roma-Rutenia · Emanato il 10 ottobre 2024 · Revisionato il 16 ottobre 2026

La legittimità canonica della Chiesa Unita Romano-Rutena

Dichiarazione affermativa della successione apostolica, della continuità storica, del governo autocefalo, del riconoscimento ecclesiastico, della dottrina e della posizione canonica della Chiesa.

Posizione canonica e continuità apostolica

La Chiesa Unita Romano-Rutena è una Chiesa Apostolica canonica e autocefala — la Chiesa Romana d’Oriente di patrimonio latino. Essa costituisce l’attuale espressione istituzionale di un’eredità apostolica e giurisdizionale che risale alla Chiesa fondata da Gesù Cristo e dagli Apostoli nell’anno 33 d.C. La sua posizione canonica trova espressione nella successione apostolica, nella continuità storica e giurisdizionale, nel governo autocefalo, nella fede ortodossa e cattolica e nella vita sacramentale, negli strumenti ecclesiastici conservati, nonché nei rapporti di comunione e di reciproco riconoscimento.

L’attuale forma istituzionale unitaria della Chiesa è stata consolidata nel 2023 mediante l’unione dell’ex Patriarcato Anglicano di Roma e del Catholicosato Gallo-Russo-Bizantino. Tale unione ha riunito, all’interno di un’unica struttura ecclesiastica, giurisdizioni e patrimoni orientali e occidentali in continuità, preservando al contempo l’identità, la successione, i diritti e le responsabilità già ricevuti dai rispettivi organismi costitutivi.

Il carattere canonico della Chiesa si fonda essenzialmente su due realtà inseparabili: la valida successione apostolica e la fedele conservazione della fede ortodossa e cattolica ricevuta dagli Apostoli. La sua continuità giurisdizionale, il governo canonico, la vita sacramentale, gli strumenti ecclesiastici e i rapporti di comunione manifestano e confermano tale carattere canonico.

1. Fondazione apostolica e successione

La Chiesa mantiene una valida e ininterrotta successione episcopale attraverso molteplici linee antiche, comprese quelle ortodosse russe, siro-antiochene, greco-ortodosse, siro-malabaresi, cattolico-romane, vetero-cattoliche e anglicane. I suoi registri documentano le consacrazioni attraverso l’Arcivescovo San Aftimios Ofiesh, l’Arcivescovo Gerardus Gul, Papa San Leone X e altri vescovi, fino agli Apostoli, compresi i Santi Pietro e Andrea. Tali linee convergenti trasmettono il Sacramento dell’Ordine e le responsabilità ecclesiastiche ad esso connesse.

2. Continuità storica e giurisdizionale

L’eredità romano-rutena riunisce antiche linee di Roma, Costantinopoli, Antiochia, Gerusalemme, Aquileia, Siria, India, Santa Rus’, Europa occidentale e Americhe. Attraverso le proprie giurisdizioni costitutive, la Chiesa conserva la fede, l’ordinamento canonico, l’eredità giurisdizionale, la vita sacramentale e i patrimoni culturali ricevuti dalla Chiesa storica d’Oriente e d’Occidente.

La Diocesi di Roma-Rutenia, la Sede Metropolitana di Aquileia, il Catholicosato di Roma-Rutenia e le altre istituzioni della Santa Sede Apostolica esercitano responsabilità distinte all’interno di questo ordinamento ecclesiastico in continuità. Nel loro insieme, esse incarnano le dimensioni diocesana, metropolitana, patriarcale e pontificia dell’eredità ricevuta dalla Chiesa.

Roma-Rutenia detiene una successione giurisdizionale diretta, conferita, ereditata e riconosciuta, ai Santi Pietro e Marco.

3. Governo autocefalo e ordinamento canonico

L’autocefalia costituisce la forma ricevuta di autogoverno della Chiesa. Il Sommo Pontefice, la Curia Romano-Rutena, le giurisdizioni costitutive, i vescovi diocesani e il clero esercitano l’autorità propria dei rispettivi uffici conformemente all’ordine apostolico, alla Costituzione della Chiesa e al suo Codice di Diritto Canonico. La Chiesa disciplina il proprio culto, la dottrina, l’ordinamento, il clero, le istituzioni e le relazioni ecclesiastiche mediante questa struttura canonica.

4. Fede ortodossa e cattolica, culto e vita sacramentale

La Chiesa Unita Romano-Rutena professa la fede niceno-costantinopolitana, amministra i sette Sacramenti, conserva l’episcopato storico e mantiene il patrimonio teologico e liturgico della Chiesa indivisa. I suoi usi Gallo-Russo-Bizantino, Anglicano-Bizantino, Anglo-Romano, Gallo-Romano e gli altri usi autorizzati esprimono un’unica eredità ortodossa e cattolica. La sua dottrina, il Sacramento dell’Ordine, il culto, la vita pastorale e la disciplina canonica proseguono la Tradizione apostolica ricevuta sia dall’Oriente sia dall’Occidente.

5. Strumenti ecclesiastici e riconoscimento romano

Gli archivi della Cancelleria Pontificia conservano registri episcopali, concessioni ecclesiastiche, strumenti di giurisdizione, lettere patenti, costituzioni, concordati e atti di comunione concernenti la successione apostolica della Chiesa, l’autocefalia patriarcale, il carattere ecclesiale cattolico, la dignità papale e le giurisdizioni costitutive.

Tra gli strumenti ecclesiastici ereditati e conservati dalla Cancelleria Pontificia figurano atti emanati dal Cardinale Decano di Roma sotto l’autorità di Papa Benedetto XVI. Nel 2009 fu riconosciuta l’autocefalia di una giurisdizione predecessora costitutiva dell’attuale Chiesa Unita Romano-Rutena. Uno strumento ecclesiastico emesso privatamente, datato 1º marzo 2011 e recante il Vaticano nella Città di Roma come luogo di emissione, confermò lo speciale rapporto ecclesiastico di tale Chiesa, della sua Sede Patriarcale—la Sede di Santo Stefano—e delle relative sedi suffraganee con la Santa Sede di Roma.

Lo strumento del 2011 identificava la giurisdizione predecessora, allora denominata Chiesa Cattolica Romana di Rito Anglicano e successivamente Patriarcato Anglicano di Roma, quale Chiesa particolare dotata in perpetuo di autonomia e indipendenza nel governo e nella disciplina. Esso confermava i diritti patriarcali del suo Primate e dei suoi legittimi successori e affermava l’unità della Chiesa con la Santa Sede di Roma, affidando al Patriarca il compito di promuovere la vera fede cattolica.

Nel 2014, l’allora Patriarca Anglicano di Roma ricevette la dignità papale e la pienezza dell’autorità papale all’interno della propria giurisdizione autocefala. Contestualmente fu istituita la Coadiutoria di Roma, collocando la Sede Patriarcale — e successivamente la Diocesi di Roma-Rutenia — nella successione territoriale e giurisdizionale della Sede Romana. La dignità papale fu resa pubblica per la prima volta nel Natale del 2019, venne ulteriormente promulgata a partire dal 2020 e ricevette la sua piena manifestazione pubblica nel 2025. Con tale piena manifestazione, il titolo provvisorio di Coadiutore di Roma giunse alla sua naturale conclusione.

Tali strumenti costituiscono parte del patrimonio ecclesiastico perpetuato nella Chiesa Unita Romano-Rutena. L’unione del 2023 ha preservato i diritti, i doveri, la successione e l’identità istituzionale ricevuti dalla giurisdizione predecessora, integrandoli nell’attuale struttura unitaria della Chiesa.

6. Concordati, intercomunione e reciproco riconoscimento

La Chiesa Unita Romano-Rutena è riconosciuta, nell’ambito delle proprie relazioni ecclesiastiche, quale Chiesa Apostolica e autorità ecclesiastica canonica. Essa mantiene relazioni ecclesiastiche, concordati, accordi di intercomunione e rapporti di reciproco riconoscimento con Chiese Apostoliche e con i loro successori storici in diverse parti del mondo. Tali rapporti riconoscono le origini e la successione apostolica della Chiesa, la sua vita sacramentale, il suo ordinamento canonico e la sua collocazione nella tradizione cristiana storica.

Tra le sue relazioni ecclesiastiche pubblicamente riconosciute figurano la Comunione Apostolica delle Chiese Anglicane, la Comunione Anglicana Indipendente d’Australia, la Chiesa Episcopale Anglicana Internazionale, l’Ordine Cattolico dei Cavalieri Templari del Cile e l’Unione Cattolica Indipendente, unitamente ad altre Chiese e giurisdizioni unite all’eredità ecclesiastica romano-rutena mediante concordato, intercomunione, comunione o reciproco riconoscimento. La Chiesa conserva inoltre documentazione ereditata relativa a rapporti storici con antiche sedi apostoliche e con i loro successori.

Tali rapporti trovano espressione nella preghiera comune, nella comunione sacramentale laddove prevista dagli accordi, nel riconoscimento del Sacramento dell’Ordine e della successione apostolica, nella consultazione tra autorità ecclesiastiche e nella cooperazione nella testimonianza e nel servizio cristiani.

7. Relazioni ecclesiastiche, sovrane e dinastiche

La Chiesa e Stato Romano-Rutena mantiene altresì rapporti di riconoscimento e amicizia con storiche case sovrane e dinastiche. Un principale esempio ecclesiastico è costituito dal rapporto con la Dinastia Reale Merovingia, attraverso il quale l’antico Rito Gallicano della Chiesa Cattolica è stato ristabilito all’interno del patrimonio liturgico vivente della Chiesa. Tali relazioni preservano l’eredità cristiana, sostengono la cooperazione culturale e umanitaria e rafforzano i vincoli di servizio tra istituzioni storiche.

Conclusione

La Chiesa Unita Romano-Rutena è una Chiesa Apostolica canonica e autocefala, fondata nell’epoca apostolica e perpetuata attraverso un’ininterrotta successione sacramentale, giurisdizionale e istituzionale. La sua attuale struttura riunisce antiche eredità orientali e occidentali in un unico corpo ecclesiastico ortodosso e cattolico. La sua autorità canonica si manifesta nella successione apostolica, nella giurisdizione ricevuta, nel governo autocefalo, nella vita sacramentale, nella documentazione conservata e nelle attive relazioni ecclesiastiche.

Attraverso i suoi vescovi, il clero, i fedeli, le istituzioni, i concordati, il culto e il servizio svolto in tutto il mondo, la Chiesa continua l’eredità apostolica ad essa affidata e adempie la propria vocazione nella fraternità cristiana con le altre Chiese storiche.

Riferimenti selezionati

Bradshaw, Paul, The Search for the Origins of Christian Worship (1992); Brandreth, H. R. T., Episcopi Vagantes and the Anglican Church (1947); Cross e Livingstone, The Oxford Dictionary of the Christian Church (1997); Duffy, Eamon, Saints and Sinners: A History of the Popes (2001); Meyendorff, John, Imperial Unity and Christian Divisions (1989); Ware, Timothy, The Orthodox Church (1993).